Il mille proroghe salva Catania dal dissesto

“Siamo estremamente soddisfatti per l’approvazione al Senato dell’emendamento al decreto milleproroghe che consente di sospendere le dichiarazioni di dissesto operate dalla Corte dei Conti ai sensi dell’art. 243 comma 7 del Tuel (mancata adozione misure intermedie del piano di rientro) a quei Comuni che approvano un piano finanziario di riequilibrio, rimodulato o rifomulato, entro la data di conversione del decreto, il 24 settembre.

Mi sento di ringraziare il sottosegretario all’interno Candiani e i senatori Schifani e Stancanelli che hanno sostenuto l’emendamento, ma anche gli incoraggiamenti giunti dall’opposizione  al nostro totalizzante impegno per salvare Catania dal dissesto. Considero questa norma -infatti- solo il primo passo di un percorso più articolato per arginare la grave situazione debitoria e su cui, nei prossimi giorni, ci confronteremo ancora con tecnici e forze sociali per individuare assieme le soluzioni più idonee nell’interesse di Catania”  Pogliese sindaco di Catania

Un emendamento al decreto mille proroghe salva Catania dal dissesto, noi come scrivevamo ieri, ne siamo soddisfatti, anche se riteniamo urgente un intervento sistemico sulla norma, nei termini in cui scrivevamo ieri e cioè  che, In luogo del dissesto, nel tuel, si dovrebbe prevedere il solo obbligo della procedura di riequilibrio. In sostanza, all’emergere di comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria, violazioni degli obiettivi della finanza pubblica allargata e irregolarità contabili o squilibri strutturali del bilancio dell’ente locale in grado di provocarne il dissesto finanziario, Corte Conti provvede a diffidare gli enti ad adottare un piano di riequilibrio. Sanzionando l’omessa adozione nei termini assegnati con lo scioglimento del Consiglio comunale e la nomina del commissario ad acta, così come avviene per la omessa approvazione dei bilanci. Tuttavia, dato che con la modifica, si vuole salvare le amministrazioni e non gli amministratori, questi ultimi, quando ritenuti responsabili della “insolvenza”, andrebbero adeguatamente sanzionati pecuniariamente, mai con la ineleggibilità, sanzione questa troppo strumentalizzata dalle opposizioni che spesso tifano a favore dell’attuale procedura di dissesto, senza farsi scrupolo dei danni che provocano.

 

 

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