Numero 29 Anno 2018

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Settimanale “Prometheus”
Rubrica di aggiornamento normativo
IN QUESTO NUMERO

  • Alcune novità del D.L. n. 85/2018 (c.d. Decreto Dignità)
  • Fondamentale il ruolo dell’organo di revisione per la congruità del fondo passività potenziali
  • L’atto amministrativo adottato dal responsabile incaricato non dirigente non deve necessariamente riportare gli estremi del provvedimento di incarico
  • La commissione di gara può avvalersi di consulenti esterni solo per attività di supporto tecnico e non per attività valutative
  1. Alcune novità del D.L. n. 85/2018 (c.d. Decreto Dignità)

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 del 13 luglio 2018 è stato pubblicato il D.L. n. 87/2018,meglio noto come “decreto dignità”, che al suo interno contiene novità rilevanti in materia fiscale e di adempimenti; di seguito ne indichiamo brevemente alcune, rinviando alla lettura del testo integrale del decreto per le altre:

  • iper-ammortamento: spetta a condizione che i beni agevolabili siano destinati a strutture produttive situate nel territorio nazionale; qualora nel corso del periodo di fruizione della maggiorazione tali beni vengano destinati a struttureproduttive situate all’estero, è necessario procedere al recupero dell’iper- ammortamento. Analogamente, il decreto introduce l’obbligodi recupero anche nei casi di cessione dei beni: si tratta di una novità, visto che in passato la cessione a titolo oneroso comportava esclusivamente la perdita del residuo beneficio e non anche la restituzione di quanto in passato dedotto a titolo di iper-ammortamento. Le società possono comunque continuare abeneficiare dell’iper-ammortamento nel caso in cui siano effettuati investimenti sostitutivi: è stata infatti espressamente fatta salva la norma a tal fine introdotta con la Legge di Bilancio 2018, la quale è stata altresì estesa ai casi di delocalizzazione dei beni;
  • spesometro: i dati delle fatture emesse e ricevute relativi al terzo trimestre del 2018 possono essere trasmessi entro il 28 febbraio 2019 (in luogo dell’originariotermine del 30 novembre 2018), mentre i dati semestrali dovranno essere invece trasmessi entro il 30 settembre 2018 per il primo semestre ed entro il 28 febbraio 2019 per il secondo semestre. Si ricorda, tuttavia, che la Legge di Bilancio 2018 ha espressamente previsto l’abrogazione dell’adempimento a decorrere dal 2019 e quest’ultima disposizione non ha subìto alcuna modifica dal decreto;
  • split payment: non si applica più alleprestazioni di servizi effettuate dai professionisti assoggettate a “ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito ovvero a ritenuta a titolo di acconto di cui all’art. 25 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600”. Deve, pertanto, ritenersi che continuino ad a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento di affari di cui all’art. 25 bis D.P.R. n. 600/1973.

    Le nuove disposizioni, sia in materia di iper-ammortamento per quanto attiene gli investimenti effettuati, sia in materia di split payment per quanto attiene le fatture emesse, trovano applicazione dalla data successiva alla pubblicazione del D.L. n. 87/2018, ossia a partire dal 14 luglio scorso.

2. Fondamentale il ruolo dell’organo di revisione per la congruità del fondo passività potenziali

Il ruolo dell’organo di revisione è fondamentale per la congruità del fondo passività potenziali dell’ente: è quanto ribadito dalla Corte dei conti, sez. reg. di controllo perla Liguria, nella delib. n. 103/2018, depositata lo scorso 20 giugno 2018.

Ne riportiamo un ampio passaggio: “in presenza di contenziosi di ingente valore, l’Entedeve valutare il grado di possibilità/probabilità/quasi certezza dei medesimi, ai fini di procedere ai necessari accantonamenti per evitare che – proprio come sta succedendo con il Comune oggi esaminato – gli importi derivanti dalle relative sentenze di condanna siano tali da minare gli equilibri di bilancio. Tali accantonamenti devono, necessariamente, essere già posti in essere nel corso del giudizio di primo grado e, soprattutto, prima della sentenza di condanna la quale, essendo de iure esecutiva, non rientra più tra le fonti delle c. d. passività potenziali, ma tra quelle dei debiti da riconoscere fuori bilancio, in assenza di una specifica copertura finanziaria.

È facile comprendere la normale riottosità degli amministratori locali a vincolare, magari per anni, risorse a quel punto non più utilizzabili per soddisfare i bisogni dellacomunità, ampliando l’offerta di beni e servizi o riducendo le tariffe dei servizi, ancheai fini di aumentare il proprio consenso. Per questo motivo è, in concreto, decisivo ilruolo dell’Organo di revisione il quale deve periodicamente informarsi sui processi in corso e segnalare la necessità di un pieno ed efficace rispetto dei principi contabili, segnalando esplicitamente tale irregolarità nelle relazioni ai bilanci preventivi e consuntivi sino ad arrivare all’eventuale punto di non dare parere favorevole alla proposta dei medesimi”.

3. L’atto amministrativo adottato dal responsabile incaricato non dirigente non deve necessariamente riportare gli estremi del provvedimento di incarico

Il comma 2 dell’art. 109 del TUEL (Decreto Legislativo n. 267/200) prevede che “Nei comuni privi di personale di qualifica dirigenziale le funzioni di cui all’articolo 107, commi 2 e 3, fatta salva l’applicazione dell’articolo 97, comma 4, lettera d), possono essere attribuite, a seguito di provvedimento motivato del sindaco, ai responsabili degli uffici o dei servizi, indipendentemente dalla loro qualifica funzionale, anche in deroga a ogni diversa disposizione”.

Secondo la giurisprudenza (cfr., recentemente, TAR Calabria, Reggio Calabria, sent.11 luglio 2018, n. 410), non si rinviene all’interno del TUEL alcuna disposizione che prescriva, a pena di illegittimità dell’atto l’obbligo, di fare menzione delprovvedimento di incarico nei provvedimenti amministrativi. L’attribuzionedell’incarico è un requisito che deve essere presente e che assume rilevanza sul piano sostanziale, senza che a nulla possa rilevare la menzione (o la non menzione) dell’esistenza dello stesso sui provvedimenti adottati dal funzionario incaricato.

Di conseguenza, un atto adottato dal responsabile dell’ufficio privo della qualifica didirigente, è legittimo anche se non riporta gli estremi del provvedimento di incarico del Sindaco o della delega di altro dirigente (ovviamente, tale provvedimento deve comunque preesistere in forma scritta).

4. La commissione di gara può avvalersi di consulenti esterni solo per attività di supporto tecnico e non per attività valutative

In più occasioni la giurisprudenza (cfr., ad esempio, Consiglio di Stato, sez. III, sent. 15 gennaio 2016, n. 112; sez. IV, sent. 4 febbraio 2015, n. 552; sez. VI, sent. 5 aprile 2012, n. 2026) ha affermato il principio secondo cui non è inibito alle commissioni di gara di avvalersi di consulenti esterni per meglio valutare elementi di possibile criticità: si pensi, ad esempio, alle gare di appalto aventi ad oggetto software specifici o dispositivi medici di particolare complessità.

Tuttavia, come ribadito recentemente da TAR Toscana, sez. III, nella sent. 5 luglio 2018, n. 970, ciò deve avvenire nei limiti di un mero supporto tecnico e non persupplire all’attività valutativa che compete ai commissari in via esclusiva. Infatti,laddove la commissione di gara delegasse al consulente esterno anche la valutazione si verrebbe a concretizzare una illegittima “integrazione” del collegio,con ciò contravvenendo sia alla regola della commissione quale collegio perfetto sia al principio di esclusività della medesima commissione quale soggetto giudicante.

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