Numero 34 Anno 2018

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Settimanale “Prometheus”
Rubrica di aggiornamento normativo
IN QUESTO NUMERO

 

  1. Definiti i criteri e le modalità per l’esecutività della sospensione delle deleghe F24
  2. Razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche
  3. I crediti derivanti da sentenze passate in giudicato in epoca successiva alla dichiarazione di dissesto non entrano nella massa passiva della procedura di liquidazione straordinaria
  4. Necessaria la sostituzione dell’intera commissione se uno dei membri del seggio di gara è incompatibile

 

  1. Definiti i criteri e le modalità per l’esecutività della sospensione delle deleghe F24

L’Agenzia delle Entrate con provvedimento n. 195385/2018 del 28 agosto 2018 individua i criteri e le modalità per la sospensione dell’esecuzione delle deleghe di pagamento tramite modello F24, di cui agli articoli 17 e seguenti del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, che presentano compensazioni che potrebbero prevedere profili di rischio, ai sensi dell’articolo 37, comma 49-ter, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, introdotto dall’articolo 1, comma 990, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.

Di seguito vengono riportati, come dal citato provvedimento, i criteri utilizzati per l’individuazione del grado di rischio relativo alle deleghe di pagamento, che si riferiscono:

  • alla tipologia dei debiti pagati;
  • alla tipologia dei crediti compensati;
  • alla coerenza dei dati indicati nel modello F24;
  • ai dati presenti nell’Anagrafe Tributaria o resi disponibili da altri enti pubblici, afferenti ai soggetti indicati nel modello F24;
  • ad analoghe compensazioni effettuate in precedenza dai soggetti indicati nel modello F24;
  • al pagamento di debiti iscritti a ruolo, di cui all’articolo 31, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78.

Per i modelli F24 presentati attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, con apposita ricevuta, viene comunicato al soggetto che ha inviato il modello F24 se la delega di pagamento è stata sospesa ai sensi di quanto previsto dall’articolo 37, comma 49-ter, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223.

Nella medesima ricevuta viene indicata anche la data di fine del periodo di sospensione, che non può essere maggiore di trenta giorni rispetto alla data di invio del modello F24; inoltre va specificato che la sospensione riguarda l’intero contenuto della delega di pagamento e non una sua singola parte.

Durante la sospensione della delega, non viene effettuato nessun addebito sul conto indicato nel file telematico dell’eventuale saldo positivo del modello F24 e può essere richiesto l’annullamento della delega di pagamento secondo le ordinarie procedure telematiche messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Qualora a seguito delle verifiche effettuate, l’Agenzia rileva che il credito non è stato correttamente utilizzato, comunica lo scarto del modello F24 al soggetto che ha inviato il file telematico, tramite apposita ricevuta, indicandone anche la relativa motivazione.

In questo caso (scarto della delega F24) i pagamenti e le compensazioni contenuti nel modello F24 si considerano non eseguiti.

Viceversa, se dall’esito delle verifiche effettuate dall’Agenzia, il credito risulta correttamente utilizzato, la delega di pagamento si considera effettuata nella data indicata nel file telematico inviato.

Si precisa, inoltre, che le disposizioni di cui al provvedimento n. 195385/2018 in osservanza dello Statuto del Contribuente (Legge 212/2000), le norme entrano effettivamente in vigore a partire dal 29 ottobre 2018.

  1. Razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche

Ai sensi del c. 1 dell’art. 20 del decreto legislativo n. 175/2016 recante il “Testo Unico in materia di società partecipate dalla pubblica amministrazione”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 210 dell’8 settembre 2016, che rappresenta la nuova disciplina in materia di società partecipate, le amministrazioni pubbliche devono effettuare, annualmente, con proprio provvedimento, un’analisi dell’assetto complessivo delle società in cui detengono partecipazioni, dirette o indirette, predisponendo, ove ricorrano i presupposti, un piano di riassetto per la loro razionalizzazione, fusione o soppressione, anche mediante messa in liquidazione o cessione.

Conseguentemente, a decorrere dal 2018, entro il termine del 31 dicembre di ogni anno, gli Enti Locali provvedono all’adozione di piani di razionalizzazione per liquidazioni, alienazioni e dismissioni di società, con relativa trasmissione alla Corte dei Conti ed alla struttura di controllo. È importante segnalare che i succitati adempimenti inerenti la razionalizzazione periodica decorrono, ai sensi dell’articolo 26, c. 1 del provvedimento, dall’anno 2018, con riferimento alla situazione al 31.12.2017.

  1. I crediti derivanti da sentenze passate in giudicato in epoca successiva alla dichiarazione di dissesto non entrano nella massa passiva della procedura di liquidazione straordinaria

L’art. 252 comma 4 del TUEL (Decreto Legislativo n. 267/2000) dispone che “L’organo straordinario di liquidazione ha competenza relativamente a fatti ed atti di gestione verificatisi entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello dell’ipotesi di bilancio riequilibrato […]”. Coerentemente, l’art. 254 comma 3 del medesimo TUEL prevede che “nel piano di rilevazione della massa passiva sono inclusi […] i debiti di bilancio e fuori bilancio di cui all’art. 194 verificatisi entro il 31 dicembre dell’anno precedente quello dell’ipotesi di bilancio riequilibrato”.

Secondo la giurisprudenza (cfr., ad esempio, TAR Basilicata, sent. 27 agosto 2018, n. 582 e Consiglio di Stato, sez. V, sent. 6 maggio 2015, n. 2263), i crediti derivanti da sentenze passate in giudicato in epoca successiva alla dichiarazione di dissesto non entrano nella massa passiva della procedura di liquidazione straordinaria, anche se il fatto genetico dell’obbligazione è anteriore alla dichiarazione, ma seguono le ordinarie procedure di liquidazione dei debiti dell’ente. Ciò per la semplice ma essenziale considerazione che l’ambito di competenza dell’organo straordinario di liquidazione non può considerarsi esteso fino ad includere nella massa passiva debiti ancora in via di accertamento, e pertanto privi dei requisiti della certezza, liquidità ed esigibilità.

  1. Necessaria la sostituzione dell’intera commissione se uno dei membri del seggio di gara è incompatibile

Come evidenziato già in passato dalla giurisprudenza (cfr., ad esempio, Consiglio di Stato, sez. V, sent. n. 5732/2014), “la nomina di una commissione di gara contenente un commissario incompatibile non solo inficia le decisioni e le determinazioni a valle, assunte dalla commissione stessa in quanto manifestazioni di volontà complessa imputabili a tale organo, ma preclude anche la nomina di tutti i medesimi commissari (e non solo di quello dichiarato incompatibile), a tutela dei principi di trasparenza e di imparzialità delle operazioni di gara”.

Si tratta di un principio che ha trovato ulteriore conferma nella sent. 6 agosto 2018, n. 4830 (sez. III), nella quale i giudici di Palazzo Spada hanno ribadito che “ogni qualvolta emergano elementi che siano idonei, anche soltanto sotto il profilo potenziale, a compromettere tale delicato e cruciale ruolo di garante di imparzialità delle valutazioni affidato alle commissioni di gara, la semplice sostituzione di un componente rispetto al quale sia imputabile la causa di illegittimità dovrebbe dunque ritenersi né ammissibile, né consentita, in particolare nelle ipotesi in cui la commissione abbia già operato”. Ed infatti, “il rischio che il ruolo e l’attività di uno dei commissari, dichiarato incompatibile, possano avere inciso nei confronti anche degli altri commissari durante le operazioni di gara, influenzandoli verso un determinato esito valutativo, impedisce la sua semplice sostituzione ed implica la decadenza e la necessaria sostituzione di tutti gli altri commissari”; perciò, la soluzione corretta, in tal caso, è la sostituzione totale di tutti i commissari, operazione che “garantisce maggiormente il rispetto del principio di trasparenza nello svolgimento delle attività di gara”.

Ricordiamo che, invece, la sostituzione del singolo componente per indisponibilità senza necessità di rinnovare l’intera commissione è ammissibile solo se la commissione non ha ancora cominciato le operazioni valutative (cfr. Consiglio di Stato, sez. III, sent. 25 febbraio 2013, n. 1169).

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