numero-43-anno-2018

apri e scarica il NUMERO 43 ANNO 2018 in pdf

Settimanale “Prometheus”
Rubrica di aggiornamento normativo
IN QUESTO NUMERO

 

  1. Le fatture emesse dalle ONLUS sono esenti dall’imposta di bollo
  2. Le fondazioni rientrano nel Gruppo di amministrazione pubblica ai fini della redazione del bilancio consolidato
  3. La revoca del rappresentante comunale presso un Ente richiede comunque una motivazione
  4. Il commissario di gara ex dipendente dell’aggiudicataria è incompatibile per conflitto di interesse

 

 

  1. Le fatture emesse dalle ONLUS sono esenti dall’imposta di bollo

L’art. 82 comma 5 del Codice del Terzo settore (Decreto Legislativo n. 117/2017, di recente modificato ed integrato dal Decreto Legislativo n. 105/2018) prevede che “Gli atti, i documenti, le istanze, i contratti, nonché le copie anche se dichiarate conformi, gli estratti, le certificazioni, le dichiarazioni, le attestazioni e ogni altro documento cartaceo o informatico in qualunque modo denominato posti in essere o richiesti dagli enti di cui al comma 1 sono esenti dall’imposta di bollo”.

Come può facilmente notarsi, il Legislatore ha usato un’ampissima formulazione: ciò consente di ritenere che anche le fatture emesse dalle ONLUS (organizzazione non lucrative di utilità sociale) rientrino nella previsione e godano, pertanto, dell’esenzione dell’imposta di bollo.

Secondo quanto disposto dall’art. 104 comma 1 del medesimo Codice, l’esenzione si applica, in via transitoria, dal 1° gennaio 2018 e sino al periodo di imposta di entrata in vigore delle disposizioni relative al “Regime fiscale degli enti del Terzo settore” di cui al titolo X del Codice, in favore di ONLUS, organizzazioni di volontariato (ODV) e associazioni di promozione sociale (APS) iscritte nei relativi registri. Al termine del periodo transitorio, l’agevolazione dell’esenzione dall’imposta di bollo su tutti gli atti individuati dall’art. 82 comma 5 sarà estesa a tutti gli altri Enti del Terzo settore, tra cui le cooperative sociali.

 

 

  1. Le fondazioni rientrano nel Gruppo di amministrazione pubblica ai fini della redazione del bilancio consolidato

Con il recente parere n. 303/2018 la Corte dei conti, sez. reg. di controllo per la Lombardia, confermando il proprio precedente parere n. 64/2017/PAR, ha ribadito che anche le fondazioni rilevano ai fini dell’individuazione del c.d. “Gruppo di amministrazione pubblica” e, conseguentemente, i relativi bilanci devono includersi nelle operazioni di redazione del bilancio consolidato.

Il Principio contabile applicato concernente il bilancio consolidato (allegato 4/4), inoltre, contiene una precisazione rilevante in argomento, laddove chiarisce che “ai fini dell’inclusione nel gruppo dell’amministrazione pubblica non rileva la forma giuridica né la differente natura dell’attività svolta dall’ente strumentale o dalla società”, inciso che ha fatto propendere per l’inclusione, nell’area del consolidamento, anche delle fondazioni costituite dagli Enti Locali.

La questione è stata definita in modo esplicito con la modifica del richiamato principio, intervenuta con il DM dell’11 agosto 2017, che ha integrato il testo al punto 2 (dove si definisce la composizione del gruppo amministrazione pubblica), inserendo il seguente periodo: “2. Gli enti strumentali dell’amministrazione pubblica capogruppo, intesi come soggetti, pubblici o privati, dotati di personalità giuridica e autonomia contabile. A titolo esemplificativo e non esaustivo, rientrano in tale categoria le aziende speciali, gli enti autonomi, i consorzi, le fondazioni”.

 

 

  1. La revoca del rappresentante comunale presso un Ente richiede comunque una motivazione

Il provvedimento sindacale con cui si revoca il rappresentante comunale presso un Ente è qualificabile come atto di alta amministrazione a forte valenza fiduciaria ma, comunque, soggetto ad onere motivazionale: la necessità di una motivazione ha la finalità di consentire ai soggetti interessati la comprensione delle ragioni di fatto e di diritto che hanno condotto all’emanazione del provvedimento amministrativo. È quanto ricordato dal TAR Umbria nella sent. 22 ottobre 2018, n. 522, ritenendo legittima la revoca di un rappresentante del Comune presso una fondazione motivata con la necessità, vista la riduzione del numero complessivo dei rappresentanti spettanti al Comune, di mantenere la proporzione tra la rappresentanza della maggioranza e della minoranza consiliare.

Come indicato in passato dal Consiglio di Stato (sez. IV, sent. 29 febbraio 2016, n. 808), gli atti di alta amministrazione – che attengono alle scelte di fondo dell’azione delle pubbliche autorità – rivestono natura di atti amministrativi connotati da un elevato tasso di discrezionalità e sono sottoposti a un sindacato giurisdizionale circoscritto ai canoni della ragionevolezza, coerenza e adeguatezza motivazionale: in altri termini, nonostante l’ampia discrezionalità che li caratterizza, il giudice amministrativo può indagare il riscontro dell’esistenza dei presupposti e la congruità della motivazione nonché l’esistenza del nesso logico di consequenzialità fra presupposti e conclusioni (TAR Lazio, Roma, sez. I ter, sent. 21 marzo 2012 n. 2697).

 

 

  1. Il commissario di gara ex dipendente dell’aggiudicataria è incompatibile per conflitto di interesse

Secondo il Consiglio di Stato, sez. III, sent. 7 novembre 2018, n. 6299, deve ritenersi incompatibile per conflitto di interesse il commissario di gara che nel lontano passato (nel caso specifico, 14 anni addietro) ha prestato la propria attività alle dipendenze dell’operatore economico aggiudicatario dell’appalto. I giudici, in particolare, hanno ricordato come il lungo lasso temporale non costituisca motivo di esonero della dichiarazione di tale precedente rapporto da parte del commissario, prevista dall’art. 44 del Codice dei contratti pubblici (Decreto Legislativo n. 50/2016).

Proprio tale ultima disposizione dispone che “Si ha conflitto d’interesse quando il personale di una stazione appaltante o di un prestatore di servizi che, anche per conto della stazione appaltante, interviene nello svolgimento della procedura di aggiudicazione degli appalti e delle concessioni o può influenzarne, in qualsiasi modo, il risultato, ha, direttamente o indirettamente, un interesse finanziario, economico o altro interesse personale che può essere percepito come una minaccia alla sua imparzialità e indipendenza nel contesto della procedura di appalto o di concessione […]”. Il personale che si trova in tali situazioni ha l’obbligo di darne comunicazione alla stazione appaltante ed astenersi dal partecipare alla procedura di aggiudicazione degli appalti e delle concessioni.

La mancata astensione del dipendente pubblico, peraltro, è fonte di responsabilità disciplinare e può rilevare anche ai fini della responsabilità amministrativa e penale.

 

Interdata Cuzzola S.r.l.

Via del Gelsomino, 37

89128 Reggio Calabria (RC)

partita IVA 01153560808

REA RC116134

Cap. Soc. 10.000 € i.v.

pec direzione@pec.cuzzola.it

email info@cuzzola.it

tel +39 0965 28125

fax +39 0965 187 0378

Ismed Group S.r.l.

Via del Gelsomino, 35

89128 Reggio Calabria (RC)

partita IVA 02727730802

Iscritto al n. 945 del ROM e al n. 423 dell’EEF

pec ismedgroup@pec.it

email info@ismed.it

tel +39 0965 187 0587

fax +39 0965 187 1144

Copyright 2018 © All Rights Reserved