numero-46-anno-2018

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Settimanale “Prometheus”
Rubrica di aggiornamento normativo
IN QUESTO NUMERO

 

  1. Legittimo l’avviso di accertamento dell’imposta sulla pubblicità con firma a mezzo stampa del legale rappresentante del concessionario
  2. Basta la pubblicazione dell’avviso di indagine di mercato per l’attivazione del fondo pluriennale vincolato
  3. La relazione dell’organo di revisione sulla proposta di rendiconto deve essere consegnata in tempo ai consiglieri
  4. La decisione di non scorrere le graduatorie esistenti e di indire un nuovo concorso per l’assunzione di personale deve essere adeguatamente motivata
  1. Legittimo l’avviso di accertamento dell’imposta sulla pubblicità con firma a mezzo stampa del legale rappresentante del concessionario

 

 

L’art. 11 comma del Decreto Legislativo n. 507/1993 consente al Comune di scegliere fra la gestione diretta e la gestione in concessione dell’imposta sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni.

In particolare, nel primo caso, secondo quanto previsto dal comma 1 della suddetta norma, il Comune designa un funzionario cui sono attribuiti la funzione ed i poteri per l’esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale in merito e che sottoscrive anche le richieste, gli avvisi, i provvedimenti relativi e dispone i rimborsi.

Invece, nel secondo caso, ossia quando il Comune decide di dare in concessione la gestione dell’imposta e del diritto suddetti, le attribuzioni gestionali spettano al concessionario.

Un aspetto importante della materia è rappresentato dalla sottoscrizione dei vari provvedimenti.

In generale, secondo quanto previsto dall’art. 1, comma 162, della Legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007), gli avvisi di accertamento dei tributi locali “sono sottoscritti dal funzionario designato dall’ente locale per la gestione del tributo”. In merito a detta sottoscrizione, l’art. 1, comma 87, della Legge n. 549/1995, stabilisce che “la firma autografa prevista dalle norme che disciplinano i tributi regionali e locali sugli atti di liquidazione e accertamento è sostituita dall’indicazione a stampa del nominativo del soggetto responsabile, nel caso in cui gli atti medesimi siano prodotti da sistemi informativi automatizzati”. Secondo la giurisprudenza (cfr., ad esempio, Cass., sent. n. 20628/2017), a garanzia del contribuente e della trasparenza della azione amministrativa, il nominativo del funzionario responsabile va individuato con apposito provvedimento di livello dirigenziale.

È utile segnalare, su tale aspetto, la recente sent. n. 30050 del 21 novembre 2018 della Corte di Cassazione, sez. V civ., con cui è stato affermato che, a differenza dell’ipotesi in cui sia il Comune a gestire direttamente l’imposta per la pubblicità ed il diritto sulle pubbliche affissioni, nel caso del concessionario non serve alcun provvedimento comunale che individui espressamente il responsabile dell’emanazione degli atti di liquidazione ed accertamento del tributo, in quanto in tale circostanza tale figura è di norma individuabile nel legale rappresentante dell’operatore economico concessionario, peraltro agevolmente tramite la verifica del Registro delle Imprese, previsto dall’art. 2188 c.c., e tenuto da apposito ufficio istituito presso le Camere di Commercio.

Di conseguenza, secondo i giudici, deve ritenersi legittimo un avviso di accertamento, emesso in relazione all’imposta sulla pubblicità, riportante la firma a mezzo stampa (e non la sottoscrizione autografa) dell’Amministratore Unico della società concessionaria del servizio di liquidazione, accertamento e riscossione del tributo afferente la pubblicità e le affissioni, in forza di convenzione sottoscritta con il Comune.

 

 

  1. Basta la pubblicazione dell’avviso di indagine di mercato per l’attivazione del fondo pluriennale vincolato

Il principio contabile 4/2, al paragrafo 5.4, prevede che possono essere finanziate dal fondo pluriennale vincolato “le spese riferite a procedure di affidamento attivate ai sensi dell’art. 53, comma 2, del citato decreto legislativo n. 163 del 2006, unitamente alle voci di spesa contenute nel quadro economico dell’opera (ancorché non impegnate)”.

Il riferimento al Decreto Legislativo n. 163/2006 deve ritenersi ormai superato ed il rinvio è da intendersi al nuovo Codice dei contratti pubblici di cui al Decreto Legislativo n. 50/2016.

Secondo la sez. reg. di controllo per il Veneto, parere n. 439 del 14 novembre 2018, tenuto conto che la pubblicazione dell’avviso di indagine di mercato prevista dall’art. 36, comma 2, lett. b), del D.lgs. n. 50/2016, indica per l’ordinamento vigente l’avvio della relativa procedura, analogamente alla pubblicazione del bando di gara e all’invio dell’invito a presentare le offerte (nelle procedure negoziate senza bando), assicurando, in mancanza dell’impegno di spesa (e, dunque, di un’obbligazione giuridicamente perfezionata) il necessario ancoraggio giuridico della copertura delle spese per lavori pubblici mediante il Fondo Pluriennale Vincolato: di conseguenza, tale pubblicazione può già ritenersi sufficiente a consentire il trasferimento al Fondo medesimo del finanziamento oggetto di “prenotazione”.

 

 

 

  1. La relazione dell’organo di revisione sulla proposta di rendiconto deve essere consegnata in tempo ai consiglieri

L’art. 227 del TUEL (Decreto Legislativo n. 267/2000) dispone che “La dimostrazione dei risultati di gestione avviene mediante il rendiconto della gestione, il quale comprende il conto del bilancio, il conto economico e lo stato patrimoniale” (comma 1) e che “Il rendiconto della gestione è deliberato entro il 30 aprile dell’anno successivo dall’organo consiliare, tenuto motivatamente conto della relazione dell’organo di revisione. La proposta è messa a disposizione dei componenti dell’organo consiliare prima dell’inizio della sessione consiliare in cui viene esaminato il rendiconto entro un termine, non inferiore a venti giorni, stabilito dal regolamento di contabilità”.

Secondo la giurisprudenza (cfr., recentemente, TAR Campania, Napoli, sez. I, sent. 7 novembre 2018, n. 6473), è illegittima la delibera di approvazione del rendiconto se non è stata messa a disposizione dei consiglieri la relazione dell’organo di revisione sulla proposta in tempo utile per il relativo esame e per poter esprimere un voto consapevole.

Nella stessa occasione i giudici hanno anche evidenziato che è irrilevante la circostanza che la mancata consegna in tempo utile sia eventualmente addebitabile all’organo di revisione.

 

 

  1. La decisione di non scorrere le graduatorie esistenti e di indire un nuovo concorso per l’assunzione di personale deve essere adeguatamente motivata

Come è noto, l’art. 35 comma 5 ter del Testo Unico Pubblico Impiego (Decreto Legislativo n. 165/2001) dispone che le graduatorie dei concorsi per il reclutamento del personale delle pubbliche amministrazioni rimangono vigenti per un termine di tre anni dalla data di pubblicazione. Secondo la giurisprudenza (cfr., ad esempio, TAR Lazio, Roma, sez. III bis, sent 21 giugno 2016), la norma citata deve evidentemente essere interpretata nel senso reso palese dal suo tenore testuale nonché alla luce della ratio sottesa che, nella fattispecie, è indubbiamente quella di favorire, ove possibile, lo scorrimento delle graduatorie.

Di conseguenza, come ribadito recentemente dal TAR Lazio, Roma, sez. III bis, con la sent. 12 novembre 2018, n. 10862, qualora la P.A. non voglia utilizzare le graduatorie esistenti ma ritenga necessario indire un nuovo concorso, è tenuta a fornire un’adeguata motivazione sul punto, che deve riguardare l’effettiva carenza in concreto di professionalità equivalenti nell’ambito delle graduatorie concorsuali ancora valide. In tal senso, peraltro, si è espresso anche il Consiglio di Stato, sez. IV, nella sent. 24 agosto 2017, n. 4056, secondo cui “nell’impiego pubblico, in presenza di graduatorie concorsuali valide ed efficaci, l’amministrazione, se stabilisce di provvedere alla copertura dei posti vacanti, deve motivare la determinazione riguardante le modalità di reclutamento del personale, anche qualora scelga l’indizione di un nuovo concorso, in luogo dello scorrimento delle graduatorie vigenti”.

 

 

 

 

 

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