numero-48-anno-2018

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Settimanale “Prometheus”
Rubrica di aggiornamento normativo
IN QUESTO NUMERO

 

 

  1. Aggiornato il Simulatore Addizionale per l’Irpef dei Comuni
  2. Il bilancio consolidato rimane un adempimento fondamentale nonostante la scadenza del 30 settembre
  3. Il dirigente comunale (e non la Giunta) decide sulla proroga dell’orario di chiusura notturna di un locale commerciale
  4. Il termine per il soccorso istruttorio è perentorio

 

 

  1. Aggiornato il Simulatore Addizionale per l’Irpef dei Comuni

Il dipartimento delle Finanze ha comunicato che il Simulatore Addizionale comunale Irpef, utile per la simulazione dell’anno d’imposta 2019, è stato aggiornato con i dati estratti dalle dichiarazioni 2017 relative all’anno d’imposta 2016.

Questo strumento consentirà ai Comuni, che hanno facoltà di stabilire un’aliquota unica applicata a tutti gli scaglioni di reddito ovvero di differenziare l’importo dovuto, deliberando aliquote differenti sulla base degli scaglioni di reddito imponibile ai fini Irpef, di analizzare e valutare l’effetto della variazione dei principali elementi dell’addizionale Irpef, quali l’aliquota unica, le aliquote differenziate, la soglia di esenzione, sul gettito.

I Comuni interessati possono accedere ai Simulatori entrando nell’Area Riservata del Portale Federalismo Fiscale e scaricando l’applicazione. L’accesso al servizio è riservato esclusivamente al personale abilitato quale amministratore locale di SIATEL 2 – Punto Fisco.

Il simulatore è raggiungibile alla pagina internet http://www.portalefederalismofiscale.gov.it previo accesso all’area riservata, seguendo il percorso servizi – Dipartimento delle finanze.

Sulla stessa piattaforma, tramite il servizio “analisi statistiche”, i comuni possono anche accedere ai principali dati statistici estratti dalle dichiarazioni fiscali dei residenti nel proprio territorio (Irpef, Ires, Iva, Irap).

Sono disponibili sulla piattaforma Open data le statistiche sulle principali variabili Irpef a livello comunale in serie storica.

La simulazione può essere effettuata tanto in termini di competenza (relativamente al periodo di imposta e non al momento del pagamento) quanto in termini di cassa (relativo solo ai costi per cui ci sia stata manifestazione finanziaria); in quest’ultimo caso è consentita l’analisi degli impatti per il triennio 2018-2020.

 

  1. Il bilancio consolidato rimane un adempimento fondamentale nonostante la scadenza del 30 settembre

Il 30 settembre 2018 è scaduto il termine per l’approvazione del Bilancio Consolidato a carico di tutti gli Enti locali, da trasmettere entro i successivi 30 giorni alla Bdap, pena il divieto di assunzione tramite qualsiasi forma contrattuale (art. 9, D.L. n. 113/2016).

La ratio di tale adempimento è legata alla necessità di gestire l’amministrazione locale unitamente all’insieme di aziende eterogenee che sorgono su iniziativa della stessa per il più ottimale perseguimento di determinati interessi pubblici, grazie ad una rappresentazione contabile che illustri le complessive scelte di indirizzo, pianificazione e controllo, con particolare attenzione al risultato economico.

Il bilancio consolidato è, quindi, lo strumento informativo primario di dati patrimoniali, economici e finanziari del gruppo inteso come un’unica entità economica distinta dalle singole società e/o Enti componenti il gruppo.

Il Consolidato è costituito da Conto Economico, Stato Patrimoniale e relativi allegati (Relazione sulla gestione consolidata con Nota Integrativa e Relazione dei Revisori dei Conti), facendo riferimento all’area di consolidamento individuata dall’Ente locale capogruppo entro il 31 dicembre dell’esercizio di riferimento.

Al fine di determinare l’area di consolidamento è necessario, innanzitutto, definire il cosiddetto “Gruppo amministrazione pubblica” (GAP – allegato 4/4 del D. Lgs n°118/2011, §2) e successivamente predisporre l’elenco delle società da includere nel perimetro del consolidamento, applicando esclusioni dettate dal principio di irrilevanza.

Dall’esercizio 2018, non rientrano le società la cui incidenza di attivo, patrimonio netto e ricavi caratteristici sia inferiore al 3% e la sommatoria delle percentuali dei bilanci singolarmente considerati irrilevanti deve presentare, per ciascuno dei parametri, un’incidenza inferiore al 10% della posizione patrimoniale, economica e finanziaria della capogruppo. Qualora quest’ultima soglia venga superata, l’Ente capogruppo dovrà individuare i bilanci degli Enti singolarmente irrilevanti da inserire nel Consolidato.

Posta l’elevata competenza tecnica di cui la redazione del Bilancio Consolidato necessita, l’Ente capogruppo può decidere di affidare a terzi la redazione del documento contabile.

 

 

  1. Il dirigente comunale (e non la Giunta) decide sulla proroga dell’orario di chiusura notturna di un locale commerciale

L’art. 48, comma 2 del TUEL (Decreto Legislativo n. 267/2000) dispone che “La giunta compie tutti gli atti rientranti ai sensi dell’articolo 107, commi 1 e 2, nelle funzioni degli organi di governo, che non siano riservati dalla legge al consiglio e che non ricadano nelle competenze, previste dalle leggi o dallo statuto, del sindaco o del presidente della provincia o degli organi di decentramento”.

L’art. 107 comma 2, a sua volta, prevede che “Spettano ai dirigenti tutti i compiti, compresa l’adozione degli atti e provvedimenti amministrativi che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, non ricompresi espressamente dalla legge o dallo statuto tra le funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo degli organi di governo dell’ente o non rientranti tra le funzioni del segretario o del direttore generale […]”.

Alla luce del suddetto impianto normativo, secondo la recente sent. 11 dicembre 2018 n. 1156 del TAR Veneto, sez. III, rientra nella competenza del dirigente comunale e non in quella della Giunta la decisione sulla richiesta di concessione della proroga dell’orario di chiusura notturna di un esercizio commerciale, “non potendo la Giunta comunale (organo di governo dell’ente ed avente natura politica) provvedere puntualmente sulle singole domande presentate dai privati”.

 

  1. Il termine per il soccorso istruttorio è perentorio

Il termine concesso dalla stazione appaltante al concorrente per l’integrazione documentale nell’ambito del soccorso istruttorio (previsto dall’art. 83 del Codice degli appalti pubblici) è perentorio: è quanto ribadito dal TAR Toscana, sez. II, con la sent. 27 novembre 2018, n. 1539 (nel caso specifico, si era registrato un ritardo di circa un’ora e mezza nella consegna dei documenti rispetto all’orario fissato, con conseguente esclusione dell’operatore economico, ritenuta legittima dai giudici fiorentini).

Come affermato in precedenza dalla giurisprudenza (cfr., ad esempio, TAR Lazio, Roma, sez. I ter, sent. 30 marzo 2018, n. 3572), ogni dilazione ulteriore rispetto a quella consentita dalla legge contrasterebbe con la necessità di un celere svolgimento della procedura di affidamento, che sarebbe irrimediabilmente soggetta all’inerzia dei concorrenti. Un’eventuale diversa conclusione determinerebbe la violazione della par condicio dei concorrenti, andando a premiare il comportamento di chi negligentemente abbia omesso di allegare la documentazione richiesta, anche a seguito di soccorso istruttorio, a scapito di quegli operatori che, invece, hanno presentato una documentazione ab origine completa e regolare o che si sono immediatamente conformati alle richieste della stazione appaltante.

 

 

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