Numero 8 anno 2018

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Settimanale “Prometheus”
Rubrica di aggiornamento normativo
IN QUESTO NUMERO

  • Le nuove scadenze per spesometro, Certificazione Unica e Mod.770 dopo la Legge di bilancio 2018
  • Elezioni, straordinari extra a carico del Comune
  • Le nomine e le designazioni di rappresentanti del Comune presso altri enti devono considerarsi di carattere fiduciario
  • L’aver indicato prezzi superiori rispetto al costo aziendale delle singole prestazioni offerte in un procedura di appalto non costituisce offerta anomala

1.Le nuove scadenze per spesometro, Certificazione Unica e Mod.770 dopo la Legge di bilancio 2018

La recente Legge di bilancio 2018 (Legge n. 205/2017) ha introdotte numerose novità anche per quanto concerne il calendario delle scadenze fiscali.

Secondo quanto disposto dall’art. 1 comma 932:

  • il termine per la presentazione dello spesometro relativo al secondo trimestre è fissato al 30 settembre: in realtà, poiché tale data sarà domenica, il termine slitterà al 1° ottobre;
  • il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’Irap è fissato al 31 ottobre.

Tra l’altro, ricordiamo che, salve diverse future disposizioni, il 2018 sarà l’ultimo anno di applicazione dello spesometro in quanto la stessa legge di bilancio ne prevede l’abrogazione a partire dal 1° gennaio 2019 (articolo 1, comma 916, legge 205/2017).

L’art. 1 comma 933 modifica i termini di scadenza previsti per la presentazione di dichiarazioni e certificazioni dei sostituti d’imposta, comprese le Amministrazioni dello Stato: la trasmissione del mod. 770 in via telematica, all’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite soggetti incaricati, avverrà entro il 31 ottobre di ciascun anno (il termine previgente era il 31 luglio); la trasmissione in via telematica delle certificazioni uniche (Cu) contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione precompilata può avvenire entro il medesimo termine del 31 ottobre.

Resta invariata, invece, la scadenza “generale” per la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate (direttamente o tramite soggetti incaricati) delle certificazioni uniche (Cu) da parte dei sostituti d’imposta che hanno erogato redditi soggetti a ritenuta: 7 marzo dell’anno successivo a quello in cui le somme e i valori sono stati corrisposti.

Peraltro, entro la stessa data, i sostituti d’imposta devono trasmettere all’Agenzia delle entrate, in via telematica, anche:

  • gli ulteriori dati fiscali e contributivi e quelli necessari per l’attività di controllo dell’Amministrazione finanziaria e degli enti previdenziali e assicurativi
  • i dati contenuti nelle certificazioni rilasciate ai soli fini contributivi e assicurativi
  • i dati relativi alle operazioni di conguaglio effettuate a seguito dell’assistenza fiscale.

2.Elezioni, straordinari extra a carico del Comune

La direzione centrale finanza locale del Ministero dell’Interno, con la circolare 08.01.2018 n. 1/2018, inviata alle Prefetture, ha chiarito alcuni aspetti importanti per quanto concerne le spese per straordinari relative alle prossime elezioni, il cui periodo elettorale è compreso fra l’8 gennaio (cinquantesimo giorno antecedente la data del voto) ed il 9 marzo (quinto giorno successivo al voto).

Il monte ore individuale mensile per le esigenze lavorative connesse con le elezioni (nazionali e regionali) è fissato entro il limite medio di spesa di 40 ore mensili per persona, fino ad un massimo individuale di 60 ore mensili. La circolare del Viminale ricorda che la determina che autorizza l’effettuazione degli straordinari del personale addetto agli uffici elettorali deve essere adottata preventivamente, pena l’inibizione nel pagamento dei compensi.

Nella determinazione autorizzativa devono essere indicati i nominativi del personale previsto e, a fianco di ciascun nominativo, il numero di ore di lavoro straordinario da effettuare e le funzioni da assolvere.

Le suddette determinazioni devono essere adottate dai responsabili dei servizi, così come individuati dall’art. 107 del TUEL.

L’importo massimo per straordinari che potrà essere assegnato a ciascun municipio sarà comunicato non appena il Viminale conoscerà dal MEF l’ammontare del finanziamento disposto. Nel frattempo, la direzione finanza locale ha sollecitato i comuni a contenere le spese per straordinario nei limiti strettamente indispensabili, in quanto, come detto, eventuali eccedenze rispetto all’importo massimo assegnabile resteranno a carico degli enti medesimi.

Con la circolare n. 3/2018 del 16 gennaio, inoltre, la direzione finanza locale del Ministero dell’Interno ha comunicato gli importi per presidenti di seggio e scrutatori impegnati ai seggi: 187 euro per i presidenti (e 145 per scrutatori e segretari) delle elezioni politiche e 224 euro (170 per il resto del seggio) in caso di abbinamento di elezioni politiche e regionali.

3.Le nomine e le designazioni di rappresentanti del Comune presso altri enti devono considerarsi di carattere fiduciario

L’art. 50 comma 8 del TUEL (Decreto Legislativo n. 267/2000) dispone che il Sindaco, sulla base degli indirizzi stabiliti dal consiglio, provvede alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni.

Secondo la giurisprudenza (cfr., recentemente, TAR Puglia, Lecce, sez. III, sent. 12 febbraio 2018, n. 233), tale disposizione non si limita a fissare, nella materia, le attribuzioni del Sindaco ma definisce anche la regola, di portata generale (e prevalente sulle norme statutarie anteriori dei diversi enti, aziende e istituzioni, eventualmente difformi), secondo cui le nomine e le designazioni di rappresentanti delle amministrazioni locali presso altri enti di competenza del Sindaco devono considerarsi di carattere fiduciario, nel senso che riflettono il giudizio di affidabilità espresso con la nomina, ovvero la fiducia sulla capacità del nominato di rappresentare gli indirizzi di chi l’abbia designato, orientando l’azione dell’organismo nel quale si trova ad operare in senso quanto più possibile conforme agli interessi di chi gli abbia conferito l’incarico. È stato, infatti, affermato già in passato che “Trovando giustificazione la nomina e la designazione in un rapporto fiduciario basato non soltanto sull’affidamento delle capacità tecniche e professionali del nominato, ma anche sulla sua riposta fiducia politica e, quindi, ritenuta l’idoneità del nominato a garantire, nell’esercizio dell’incarico amministrativo presso l’Ente di destinazione, una gestione coerente con gli indirizzi di politica-amministrativa del Comune di cui il designato costituisce espressione, ne consegue che la cessazione del mandato del Sindaco e lo scioglimento del Consiglio comunale, finiscono inevitabilmente con il travolgere tutte le nomine effettuate durante il mandato elettivo (Cons. Stato, sez. V, 28 maggio 2005, n. 178, T.a.r. Marche 4 aprile 2006 n. 118). Non vi è dubbio che, alla scadenza del mandato elettivo del Sindaco che ha provveduto alla nomina, quale che ne sia la causa, anche se l’incarico non è ancora scaduto alla stregua delle norme che regolano il funzionamento amministrativo dell’Ente di destinazione, esso viene comunque a cessare, dovendo necessariamente essere oggetto di rinnovo da parte del nuovo Sindaco” (TAR Puglia, Bari, sez. II, sent. 17 maggio 2013, n. 773).

Conseguentemente, la cessazione del mandato del sindaco e lo scioglimento del Consiglio comunale finiscono necessariamente con il travolgere tutte le nomine effettuate durante il mandato elettivo: in sostanza, il mutamento dell’assetto politico del comune, comporta la decadenza automatica ex lege delle cariche sino ad allora coperte.

4.L’aver indicato prezzi superiori rispetto al costo aziendale delle singole prestazioni offerte in un procedura di appalto non costituisce offerta anomala

Il giudizio di anomalia in una procedura di affidamento mira ad accertare in concreto che l’offerta economica risulti nel suo complesso attendibile in relazione alla corretta esecuzione dell’appalto (Consiglio di Stato, sez. III, sent. 25 novembre 2016, n. 4990; sez. V, sent. 31 agosto 2016, n. 3752).

Obiettivo della verifica è, quindi, quello di evitare che l’Amministrazione addivenga alla conclusione di contratti a condizioni economiche apparentemente vantaggiose, che tuttavia si rivelino non sostenibili da parte dell’operatore privato, con conseguente potenziale pregiudizio dell’interesse pubblico alla corretta e tempestiva esecuzione della commessa. In questa prospettiva, il giudizio di anomalia mira, perciò, a escludere il concorrente che, avendo formulato un’offerta particolarmente conveniente, non sia poi in grado di dimostrarne la serietà e la congruità, avuto riguardo alle specificità della propria organizzazione aziendale.

Ne deriva che risulta concettualmente estranea al giudizio di anomalia la possibilità per la stazione appaltante di escludere il concorrente non già per la ritenuta formulazione di un’offerta eccessivamente bassa, e come tale non sostenibile, ma – al contrario – per aver indicato prezzi superiori rispetto al costo aziendale delle singole prestazioni offerte. In una tale ipotesi, infatti, la verifica di anomalia non può che concludersi positivamente per il concorrente, atteso che la copertura del costo aziendale delle prestazioni garantisce proprio la sostenibilità della commessa (TAR Lazio, Roma, sez. II, sent. 7 febbraio 2017, n. 1505).

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